Sostenibilità

Sostenibilità

L’industria delle costruzioni costituisce un pilastro per lo sviluppo del benessere dell’umanità.
L’impatto ambientale del settore è assai significativo e proprio per questo offre grandi opportunità di incidere positivamente.
Si tratta certo di realizzare opere in grado di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici in atto, qualunque sia il peso che in essi si voglia attribuire alle attività dell’uomo, ma si tratta anche di perseguire gli obiettivi di sviluppo nel modo più sostenibile possibile, in accordo con gli obiettivi stabiliti dall’ONU.
I geosintetici rappresentano una grandissima opportunità per perseguire nel modo migliore la minimizzazione degli impatti sull’ambiente, con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni di CO2 rispetto alle tecnologie tradizionali.

Valutazione del ciclo di vita

La prestazione ambientale dei prodotti si misura con strumenti standardizzati a livello internazionale e passa attraverso la valutazione del ciclo di vita (LCA), fino ad un più ampio riferimento alla prestazione ambientale di prodotto (EPD), che consente di mettere a confronto anche materiali di natura diversa, attraverso gli impatti per unità di prodotto, da tradurre poi in impatti relativi alle prestazioni richieste.
Questi riferimenti funzionali sono necessari nell’ambito dei principi che regolano l’economia circolare, dove ad essere valutato non è soltanto il riciclaggio dei materiali, ma anche la lunghezza del ciclo di vita utile dei prodotti.
I geosintetici rappresentano un utilizzo ottimale per sfruttare le caratteristiche di durabilità dei polimeri, in quanto sostituiscono materiali destinati a svolgere a lungo la loro funzione, come cemento, sabbia e ghiaia, tutti prodotti ad impatto ambientale molto alto in rapporto alle prestazioni offerte.

Microplastiche

A fronte dell’utilizzo di materiali sintetici nell’ambiente, spesso si rilevano obiezioni legate all’eventuale rilascio di piccoli frammenti, generalmente definiti come microplastiche. Alle microplastiche e ancor di più alle nanoplastiche sono associati timori per possibili effetti negativi sulla salute di animali e uomini.
Il quadro è lontano dall’essere ben studiato e definito, ma nell’incertezza è certo meglio lavorare con prudenza e minimizzare anche questo potenziale impatto.
In modo forse controintuitivo, anche a questo scopo i geosintetici offrono un importantissimo contributo, in quanto limitano l’emissione di microplastiche nell’ambito di un cantiere.

Le cause di degrado che portano alla formazione di MP sono infatti riconducibili a situazioni di calore, ossidazione e abrasione, cui raramente i prodotti sono esposti, mentre è immediata e rilevante la riduzione di emissioni dovuta alla limitazione del traffico veicolare indotto dal cantiere. Un camion di prodotto geosintetico può arrivare a sostituire centinaia di camion di ghiaia.
Ricordiamo che la maggiore quantità di MP e NP rilasciate nell’ambiente è dovuta al consumo degli pneumatici. Non va dimenticato anche l’utlizzo di geosintetici diretto a contenere la dispersione di ogni tipo di rifiuto, attraverso la realizzazione di discariche controllate.
Più geosintetici, meno plastica dispersa nell’ambiente.

Microplastiche

Sostenibilità e approvvigionamento

Sempre più prodotti sono accompagnati da certificazioni che ne documentano l’impatto ambientale, sia in termini di LCA sia in termini di EPD. Le procedure di valutazione sono standardizzate e consentono di mettere a confronto soluzioni tecnologiche diverse. L’argomento è importante anche in riferimento al nuovo Regolamento Europeo sui materiali da costruzione, CPR, 2024/3110. Nell’ambito delle tradizionali Dichiarazioni di Prestazione, si dovranno presto fornire adeguate informazioni sugli impatti ambientali, particolarmente in relazione al GWP, o Global Warming Potential, tradotto in emissioni di CO2eq. Gradulamente anche gli altri aspetti di impatto su aria, suolo e acque diventeranno informazioni obbligatorie da fornire da parte dei fabbricanti e da valutare da parte dei progettisti.
In questa direzione si muovono anche i cosiddetti CAM, Criteri Minimi Ambientali, regolamenti ministeriali già in vigore nelle opere pubbliche per diverse categorie di applicazioni, tra le quali l’edilizia e le strade, ma in continua evoluzione ed espansione.

Con l’impiego dei geosintetici, il progettista e l’impresa di costruzioni potranno proporre soluzioni in grado di ridurre significativamente l’impatto delle opere, contribuendo alla mitigazione degli effetti ambientali ed aumentando nel contempo le probabilità di aggiudicarsi la commessa.

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Made Green in Italy
06.09.2023

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Il “Made Green in Italy” è lo schema nazionale promosso dal MATE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) per la valutazione e la comunicazione dell’impatto ambientale dei prodotti.